Il mio primo articolo di fondo da neo-Presidente dell’AIAM inizia doverosamente con i saluti a tutti gli associati e con i ringraziamenti per il lavoro svolto dal mio predecessore Vittorio Marletto e da tutte le persone che attivamente hanno portato avanti la causa della nostra Associazione e della Rivista “Italian Journal of Agrometeorology”.
A seguito del pregevolissimo Convegno di Sassari e dell’Assemblea dei soci, è emersa una nuova configurazione dell’Associazione, sia in termini di cariche sociali sia di struttura organizzativa. Come ogni cambiamento, anche quello venutosi a creare richiede naturalmente un certo tempo di adattamento e di rodaggio, ma mi piace evidenziare come si siano manifestati elementi assolutamente positivi che dimostrano la vitalità dell’Associazione e la sua capacità di rinnovamento. L’ingresso di nuovi rappresentanti nel Consiglio direttivo, l’interesse e la partecipazione di persone che hanno rivestito incarichi importanti in passato, e che ancora si sono detti disponibili ad agire pur senza rivestire una carica, sono elementi che possono solo favorire lo sviluppo di nuove attività, idee e momenti di confronto. La nostra è da sempre un’Associazione in cui la carica sociale non porta né potere né fama né soldi, ma solo la soddisfazione di fare qualcosa di buono, di interessante, di utile e, perché no, di divertente. La voglia è quindi la molla principale cha fa girare gli ingranaggi. Ben venga allora la partecipazione di persone motivate che, oltre ad aver voglia di parlare ed esprimere idee, abbiano anche una concreta voglia di fare. I fattori limitanti come al solito sono tempo e denaro.
Le modifiche nell’assetto organizzativo ed operativo si sono rese necessarie a seguito delle esigenze espresse dall’amico Andrea Cicogna per la parte di segreteria e di Luigi Mariani per la parte di tesoreria. A loro va un ringraziamento particolare per la bravura, la competenza e lo spirito di abnegazione che li ha spinti a fare un lavoro spesso oscuro, ma vitale per l’AIAM. Come Vittorio ha suggerito nel corso dell’Assemblea di Sassari, queste due strutture sono state quindi trasferite a Torino, riunendole logisticamente alla presidenza ed assegnandole ad uno staff di giovani che già lavorano a stretto contatto con il Sottoscritto. Il passaggio di consegne e competenze è già stato effettuato, fortunatamente però con la garanzia da parte dei “dimissionari” di fornire sempre un adeguato supporto nella fase di transizione
Vorrei chiudere con un invito.
Nella sua ultima nota il Presidente uscente evidenziava come l’AIAM fosse viva, mi rivolgo quindi a tutti gli associati esortandoli a mantenerla tale e, se possibile, a renderla ancora più vivace, attraverso proposte, idee ed iniziative nuove, contributi scritti ed anche critiche (meglio se costruttive…), materiale da pubblicare o condividere ed altro ancora.
L’associazione non è fatta solo da un Presidente e da un Consiglio, ma da tutti gli associati!
A presto.
Federico Spanna, settembre 2009
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